27 Tweets 1 reads Nov 19, 2023
#educazionesessuale
Titoli qua' e là
Studi e Analisi
Quotidiano Sanità
Bambini e sessualità. L’Oms raccomanda: “A 4 anni il gioco del ‘dottore’, a 9 il preservativo
9 dicembre -
Già all’asilo i bambini devono conoscere il piacere della masturbazione e scoprire il corpo dell’altro sesso.
A 9 anni devono sapere come usare il preservativo e a 15 essere ben consapevoli del diritto di abortire.
A stabilirlo il documento sugli Standard per l’educazione sessuale elaborato dall’Oms Europa e dal Centro per l’educazione alla salute di Colonia.
Se avete un bambino di un anno, due o quattro, invitate a casa un’altra mamma con la sua figlioletta. Portate i bimbi nella cameretta e sollecitateli a giocare al “dottore”, mentre voi adulti chiacchierate e sorseggiate un buon tè in salotto.
Se lo fate, avrete seguito le raccomandazioni dell’Oms Europa sugli Standard per l’educazione sessuale per i bambini e adolescenti, elaborato dall’Oms Europa e dal Centro Federale per l’Educazione alla Salute (BZgA) di Colonia con l’intento di insegnare ai bambini, fin dalla
nascita, cosa è la sessualità per viverla in modo "appagante e responsabile " .
Di conseguenza, anche per rispondere ad alcune problematiche del nostro mondo sul quale non ha più senso tacere (Hiv, infezioni sessualmente trasmissibili, gravidanze indesiderate in adolescenza,
violenza sessuale…).
...
Pubblicato sul sito dell’Oms Europa già da tempo, il documento si starebbe diffondendo ora presso i ministeri dell’Istruzione e della Salute d'Europa in queste settimane, come ha annunciato l'on. Paola Binetti in un'interrogazione recentemente
presentata al ministro della Salute, Beatrice Lorenzin.
...
( Tu pensa come passa il tempo. Ma loro mai )
.....
La notizia, però, ha avuto scarsa risonanza sulla stampa, se si esclude quella cattolica, Avvenire e Radio Vaticana. Che però non hanno preso bene i suoi contenuti
O almeno non tutti. Il giornale della Cei condivide, ad esempio, il fatto di considerare l’educazione sessuale un percorso/progetto, e non un singolo evento, cioè l’atto sessuale.
Condivisa anche l’importanza del ruolo attivo dei genitori e della comunità, così come dello
sviluppo, nei bambini, della capacità di rifiutare un approccio non desiderato e di parlarne e chiedere aiuto.
Ma accanto a nozioni di “buon senso” compaiono poi “assurdità come la ‘masturbazione infantile precoce’ e, tra i 4 e i 6 anni, quella delle ‘relazioni tra
persone dello stesso sesso"
dichiara sulle pagine di Avvenire del 5 novembre Michelangelo Tortalla, medico sessuologo clinico, membro della Federazione italiana sessuologia scientifica,dal 2003 al 2010 "collaboratore" nazionale dell’Ufficio Cei per la pastorale della famiglia
...
Un processo che, secondo gli esperti dell’Oms e del BZgA, deve cominciare già in fasce.
Tra 0 e 1 anno di età, infatti, inizia la scoperta dei sensi e delle sensazioni. Attraverso i sensi i neonati possono provare una sensazione di piacevolezza.
Anche se è tra i 2 e i 3 anni che inizia la curiosità e l’esplorazione del corpo. A questi bambini, secondo gli esperti dell’Oms e del BZgA, “vanno trasmesse informazioni sulla gioia e il piacere nel toccare il proprio corpo”, anche attraverso “la masturbazione infantile precoce”
Bisogna metterli in grado di “esprimere i propri bisogni, desideri e limiti, ad esempio nel ‘gioco del dottore’”.
Nella seconda fase, quelloatra i 4 e i 6 anni, deve essere – secondo gli esperti – ancor più fortemente caratterizzata anche dall’esplorazione del proprio corpo e
di quello altrui nell’ambito del gioco. Diventano frequenti, in questa fase, i “giochi a sfondo sessuale”, anche se a questa età la maggioranza dei bambini inizia a sperimentare pudore rispetto al proprio corpo e inizia a mettere dei confini.
Si fanno un’idea ben chiara e
definita di “cosa fa un maschio” e di “cosa fa una femmina” (ruoli di genere). Agli educatori e ai genitori il compito di fornire, in questa fase, spiegazioni riguardanti il sesso, la gravidanza, le relazioni con persone dello stesso sesso e l’abuso.
E se il terzo momento, quello tra 6 e 9 anni, cioè delle scuole elementari, è caratterizzato da vergogna, imbarazzo e primo amore, secondo gli esperti dell’Oms e del BZgA è proprio in questo momento che i bambini devono essere informati su mestruazioni, eiaculazione,
metodi contraccettivi, malattie collegate alla sessualità, violenza sessuale, ma anche sull’influenza positiva della sessualità su salute e benessere.
Non solo. “I bambini a questa età devono imparare il concetto di ‘sesso accettabile’, cioè reciprocamente consensuale,
volontario, paritario, adeguato all’età e al contesto, caratterizzato dal rispetto dal sé”.
Questo per prepararli, già a partire dai 9 anni, a sapere utilizzare preservativi e contraccettivi correttamente.
D’altra parte, i bambini a questa età devono anche
conoscere i propri “diritti sessuali” e fare le loro prime esperienze.
A 12 anni gli esperti raccomandano di fornire ai bambini tutte le informazioni possibili sui servizi di contraccezione e su come procurarsi i contraccettivi da soli e nei contesti appropriati.
Devono sapere riconoscere i sintomi di una gravidanza, l’impatto della maternità e della paternità sulla vita.
devono essere avvisati sui fattori che possono contribuire a rendere inefficace la contraccezione, come gli effetti collaterali o dimenticarsi di assumere gli
anticoncezionali. I genitori e gli educatori devono informare i ragazzi sul piacere del sesso e dell’orgasmo, sul “come godere della sessualità nel modo appropriato”, cioè “rispettando i propri tempi”, oltre che il partner. Per l'Oms, a questa età è anche ora di incoraggiare i
coming out per svelare la propria omosessualità.
E si arriva così ai 15 anni.
Ormai non si parla più di bambini, ma di ragazzi. Che, secondo l'Oms, devono essere “messi in grado di prendere decisioni informate sulla contraccezione e le gravidanza indesiderate”, nonché sul
“diritto di abortire”.
Oltre che messi in grado di “ricercare una relazione equilibrata e “diventare un partner supportivo e che si prende cura”, ma anche a gestire emozioni come l’innamoramento, la gelosia, il tradimento e le delusioni.
E, perché no, essere aiutati a “sviluppare la consapevolezza dell’importanza di un ruolo positivo del maschio nel corso della gravidanza e del parto”.
9 dicembre 2013

Loading suggestions...